“Come il vento sulla faccia…”

Questo articolo fa parte di una collaborazione con una amica che mi ha coinvolto in un viaggio molto particolare. Un viaggio alla scoperta del folklore argentino. Lei tiene un blog: lo potete seguire per intero qui (e ve lo consiglio!)

________

Ramón Salina me lo mima sfiorando il viso con le mani e poi con l’intero corpo nei 4 “compases” del rombo.

Questo è quello che più mi porto via di quei 60 minuti con Ramon. Di tutti i piccoli grandi dettagli con cui ha raddrizzato la mia (scarsa!) performance di principiante durante la mia prima lezione argentina, questo è ciò che più ha fatto centro nel mio corpo-mente.

ENERGIA. Che non è velocità.

INTENSITA’. Che non è fretta.

Non rompere l’onda, non fermare la tensione di quell’abbraccio che cerca di compiersi. Ma non fare nemmeno l’errore di affrettare inutilmente il secondo movimento del passo base, azzoppandolo. Il fatto che musicalmente sia “debole”, non avendo l’accento, non lo rende meno importante del primo. O del terzo, che conclude il “compas”.

Insomma, “desfruta” ogni nota (usando una parola che ho imparato oggi)! Gustatela, goditela. Vai incontro a quell’abbraccio che desideri con gioia, energia, intensità!

Ecco, da ieri per me la #chacarera sa di vento di primavera, un po’ sfrontato ma sempre lieve, con il suo abbraccio infinito e impalpabile, teso verso di te.

Un vento che ti lascia i capelli spettinati e sul volto il sorriso!

_______________
Non sai cos’è una chacarera? Scopri il folklore argentino qui e su facebook.

 

Annunci