Il mattino ha il quORUM in bocca

Referendum “Trivelle”. Il mattino ha il quORUM in bocca! Il 17 aprile fai colazione e poi vai a votare presto: aiuta a raggiungere il quorum, perché le percentuali delle prime proiezioni influenzano la partecipazione di chi non ha ancora votato, incentivandolo ad andare.

Dillo anche a parenti e amici!

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*** Quando e dove si vota?

Domenica 17 aprile 2016, dalle 7:00 alle 23:00 presso il proprio seggio (ricordati il documento di identità e la scheda elettorale)

 

*** Cosa si vota?

Lo chiamano “Referendum trivelle” ma in realtà parla di licenze. Si vota l’abolizione del prolungamento indefinito (e quindi illimitato) dei permessi di estrazione entro le 12 miglia (perché non le altre? perché sono in acque internazionali e sono soggette ad accordi tra diversi stati) per 92 piattaforme, 202 pozzi attivi (più tutti quelli inattivi), compresi 8 permessi di ricerca (dati del Ministero 2016)

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E’ un referendum abrogativo (può solo proporre di togliere delle frasi). La frase che si chiede di togliere è la parte in maiuscolo rossa (aggiunta il 28 dicembre 2015 con la Legge di stabilità 208/2015):

«Il divieto e’ altresi’ stabilito nelle zone di mare poste entro dodici miglia dalle linee di costa lungo l’intero perimetro costiero nazionale e dal perimetro esterno delle suddette aree marine e costiere protette. I titoli abilitativi gia’ rilasciati sono fatti salvi PER LA DURATA DI VITA UTILE DEL GIACIMENTO, NEL RISPETTO DEGLI STANDARD DI SICUREZZA E DI SALVAGUARDIA AMBIENTALE. Sono sempre assicurate le attivita’ di manutenzione finalizzate all’adeguamento tecnologico necessario alla sicurezza degli impianti e alla tutela dell’ambiente, nonche’ le operazioni finali di ripristino ambientale» (art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale)

 

 

*** Perché votare sì? (per chi non vuole i regali)

Perché il prolungamento indefinito (durata di vita utile) di queste licenze fa 2 ENORMI e DANNOSI “REGALI” alle compagnie petrolifere:

  1. le aziende estrattive NON PAGANO PIU’ le (già molto basse) royalties all’Italia  (10% per il gas naturale e 7% sul petrolio, nemmeno lontanamente comparabile con le medie del mercato): poiché il pagamento di esse scatta sopra certi quantitativi (oltre le 50.000 tonnellate di petrolio e gli 80 milioni di metri cubi di gas all’anno), allungando all’infinito la licenza le compagnie estraggono poco e per sempre, rimanendo furbescamente sotto il limite.
  2. le aziende estrattive non sono più costrette a smantellare le piattaforme e ripristinare l’ambiente com’era, in quanto erano tenute a farlo al termine della licenza. vincolando il termine alla “durata utile” significa che le compagnie possono centellinare il prodotto rimandando all’infinito il momento in cui dovranno dismettere a proprie spese la struttura. Cioè mai!

Per i più raffinati amanti del libero mercato, poi, una licenza “senza data certa” è concettualmente un obbrobrio in quanto viola le regole sulla libera concorrenza.

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Stendiamo un velo pietoso poi sul recente scandalo Guidi con Ministro, compagno e Governo impiastricciati di petrolio fino al collo nella vicenda Tempa Rossa, sulla cancellazione dell”air gun”  dai reati ambientali (a maggio 2015) guarda caso metodo utilizzato dalle piattaforme per la ricerca di idrocarburi, sui danni da subsidenza già accaduti sulla pelle delle nostre terre 

 

*** Perché votare SI? (per i disubbidienti)

Perché il Presidente della Repubblica italiana e il Presidente del Consiglio  e persino  Napolitano a 90 anni suonati stanno facendo di tutto per impedirti di farlo. E a pensar male si fa peccato, ma con lo Stato ci si azzecca quasi sempre 😉

 

*** Per finire

Ma quindi si dovrebbero smantellare anche se ci sono ancora gas o petrolio?  Dipende dagli estrattori: sono loro che decidono quanto estrarre all’anno. Nei 30+10+5+5 anni di licenza che hanno a disposizione possono estrarre quello che vogliono. Certo..sopra certe soglie devono pagare le royalties! 😉

Non credete a chi vi dice che votando NO succede il FINIMONDO
(rimaniamo al freddo, senza energia, si perdono posti di lavoro…).
Se vince il SI le piattaforme non chiudono domani.
Arrivano semplicemente al termine della licenza prevista,
così come era nei patti (prima che Renzi cambiasse la frase lo scorso dicembre!) 🙂

 

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