Siamo amministratori o siamo conigli?!

coniglionanoLettera aperta a Bassano, dopo la maggioranza (deprimente!) di giovedì.

Tagli, problemi, affanni….ingiustizie! Perché quando non paghi chi lavora per te, è ingiusto! Perché ritardare un pagamento oggi, che le aziende arrancano, è affondare la lama! Perché tagliare fondi al sociale, alle scuole, alle associazioni di volontariato (che se non ci fossero come faremmo!) è condannare all’agonia la tua città.

Il patto di stabilità è una cretinata bella e buona e strangola le risorse dei municipi, quelle più vicine al cittadino, a favore dei pozzi senza fondo che proliferano in Italia (ad esempio per sostenere finanziamenti ai partiti, vitalizi dei politici italiani, etc..).

E un amministratore oggi deve scegliere tra assecondare uno stato distante o difendere i propri cittadini. Io non ho dubbi!

Insomma: siamo amministatori o siamo conigli?

 

Patto di stabilità: sforiamolo tutti insieme

Bassano taglia servizi e rimanda interventi. Bassano non paga i suoi fornitori. Sotto lo spauracchio del Patto di Stabilità implora le aziende di comprendere e di aspettare l’anno nuovo. Aziende che sempre di più soffrono i mancati pagamenti, e con l’acqua alla gola faticano a pagare gli stipendi.

Al di là di superficiali giustificazioni (“si tratta di aspettare qualche mese”) il messaggio è agghiacciante.

Una istituzione, il cui dovere sarebbe di dare il buon esempio, è costretta dalla legge a non onorare i debiti con chi le presta lavoro. Una legge iniqua, che penalizza i comuni che cercano di fare meglio, spingendo a tagliare servizi e a scadere in qualità. Una legge che, come nella fattoria di Orwell, viene applicata con discrezionalità: l’Anci siciliano festeggia la recente sentenza (*) della Corte Costituzionale, con cui si stabilisce che i comuni siciliani che sforano il Patto non avranno conseguenze. A tutti gli altri, invece, blocco delle assunzioni, blocco di nuovi mutui, mancato versamento da Roma dei contributi annuali per la somma sforata.

Si dirà: non ci sono alternative, E’ LA LEGGE!

E invece no, le alternative stanno nelle nostre scelte! Bisogna smettere di nascondere la propria coscienza dietro il dito della (presunta) legalità, quando questa NON CORRISPONDE PIU’ ALLA GIUSTIZIA.

Se un Comune, messo alle strette tra la fedeltà a uno Stato arrogante e la dignità dei suoi cittadini, sceglie la prima; se vergognosamente abbassa lo sguardo e non difende le proprie aziende dalla furia fiscale con la quale lo Stato le sta ferendo a morte, manca ai suoi doveri di amministrazione del territorio.

Peggio: dal punto di vista morale, l’ignavia di coloro che oggi, nei ruoli che ricoprono, lasciano che tutto ciò accada, si trasformerà nella disperazione che domani porterà la gente affamata in piazza. A quel punto, la situazione sarà senza controllo, facile preda di violenza e strumentalizzazioni.

Oggi invece si può raggiungere il risultato attraverso un’azione istituzionale coraggiosa. Quindi chi non si ribella oggi dovrà ritenersi una delle cause morali del sangue di domani.

Bassano, a cui piace farsi ricordare di essere l’ottavo comune del Veneto, DEVE assumersi la responsabilità della posizione che oggi prende sull’argomento.

Si faccia promotore con l’Anci Veneto e con tutti i comuni di un’azione corale: sforare il patto di stabilità, DIFFIDANDO Roma dal voler adottare conseguenze contro i Comuni che fanno il loro dovere, pagando le aziende che lavorano per loro, fornendo servizi di qualità, sostenendo famiglie e cittadini bisognosi.

Questo vuol dire essere un vero amministratore oggi!