Istantanea

io_cucuCosì Ilaria!

Ricordati di vivere la vità così, come in questa istantanea, qualsiasi cosa la vita di proponga, domani come fra trent’anni…vivila così:

  • con occhi sinceri e curiosi
  • con il sorriso che accoglie
  • con la voglia di conoscere
  • con la capacità di giocare
  • mettendoti all’altezza dei bambini (e questo proprio non mi è difficile 😉
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Faber vs Jesus: una buona novella

Gesù visto da De André. Una vera e propria sfida a Dio, guardandolo negli occhi e chiedendogli spiegazioni. Ma per sfidare Dio gli occhi li devi rivolgere al cielo ed è in quel gesto di apertura (e coraggio) che si possono trovare risposte.

Tormento e poesia, sdegno e dolcezza si alternano nel raccontare la storia di Gesu in 10 brani. Un Faber superlativo che fonde in armonie alta poesia e a una voce che ti abbraccia il cuore e che fa un piccolo miracolo: in questo album Dio è molto più vicino che in altri luoghi.

Più di un Vangelo con le scritte dorate e rilegato preziosamente, voglio pagine riempite di emozioni di uomo. Da quelle è possibile, assaporandole fino in fondo, tendere ad altro. Sono cattolica, credente e praticante. Ma sono prima di tutto donna e trovo nella Buona novella quella componente umana di cui ho bisogno per tradurre in realtà la mia fede. Perché credere non è una passeggiata: non viviamo in tele dipinte con aureole e vesti candide, ma in una vita fatta anche di bugie, cattiverie, lutti, noia, violenza..

Un album che consiglio a chiunque, credente o no, voglia dare uno sguardo oltre l’uomo, cercando di scorgere ciò che lo può rendere Uomo.

Da ascoltare tutto, più e più volte.

Ho avuto la fortuna qualche anno fa di poterlo eseguire (Asolo, David Riondino) e ancora oggi ricordo l’emozione di scoprirne le parole mentre lo suonavo.

Alcuni dei brani cui sono particolarmente affezionata:

Il sogno di Maria / ed alla fine d’ogni preghiera contava una vertebra della mia schiena.”

Brividi..divino e umano si incrociano più che altrove in questa immagine. Non l’angelico viso rivolto alla luce: Maria è una ragazzina impaurita, trascinata in qualcosa che non sa spiegarsi, costretta ad un futuro più grande di lei, che scioglie nelle lacrime il tumulto delle sue emozioni.

Via della Croce / Nel lugubre scherno degli abiti nuovi misurano a gocce il dolore che provi;”

La passione, scritta con passione. Con le parole e gli sputi sibilati dal lato della strada. Con la polvere tra i sassi e il legno che pesa sulla schiena. Con le lacrime nascoste di chi non poteva/sapeva difenderti a viso aperto.

Il Testamento di Tito / Ma forse era stanco, forse troppo lontano, davvero lo nominai invano.”

Credo il brano che più di tutti misura i nostri dubbi. I dieci comandamenti visti da uno dei due ladroni, mostrano un’infanzia difficile divenuta poi una vita vissuta ai margini della società e della legalità, dove Dio non era che una parola da urlare al cielo. Un Dio che non sai dov’è, non sai se c’è, non sai se ti sta ascoltando.. E intanto la ferita diventa cicatrice, la paura si trasforma in cattiveria.

Inizia come finisce e la fine è inizio:

“Laudate dominum (laudate hominem) / Non posso pensarti figlio di Dio, ma figlio dell’uomo, fratello anche mio.”