Ma i veri Veneti non sono quelli del malaffare

Gazzettino del 10 marzo 2013

Gazzettino 10-03-2013 Leggendo sui giornali di questi giorni a proposito dello scandalo Mantovani mi imbatto in una frase che mi fa fare un salto sulla sedia: “si infrange così il mito del Veneto onesto ed efficiente“.

Eh, no! Questi impostori non hanno nulla a che fare con i veneti che quotidianamente contribuiscono a mantenere alto quel mito.Incontro tutti i giorni artigiani con gli occhi stanchi e le mani affaticate, imprenditori che vanno presto in azienda e la lasciano dopo l’ultimo dipendente, negozi e bar che cercano di salvare l’attività di famiglia.
Questi sono i veneti. Gli stessi che oltreoceano ancora vengono ricordati per aver fondato e fatto crescere città oggi rigogliose e sane dove prima c’era il “mato” o l’eucalipto.
Gli stessi che il sindaco di Erechim nel Rio Grande Do Soul, ha onorato davanti alla delegazione (*) di cui facevo parte, stringendoci le mani con queste parole: “Dobbiamo ringraziare la vostra gente per aver fatto diventare Erechim la città che oggi vedete“. E si riferiva alle famiglie di emigranti veneti che con vanga, crocifissi e impegno hanno costruito una società sana, mandando i figli a scuola affinché potessero diventare qualcuno e in chiesa perché non scordassero l’umiltà e la solidarietà. E ancora oggi lì, a distanza di un secolo, se vuoi un gelato e non sai il portoghese, puoi chiederlo in veneto.
Loro, come gli artigiani, imprenditori, negozianti, insegnanti, casalinghe e studenti di oggi sono i Veneti del mitico nordest e non devono essere infangati da questi scandali.
Minutillo, Baita e Co. e pure chiunque sopra di loro, se si dimostrasse che è coinvolto, per me non hanno più diritto a definirsi tali.
Ilaria Brunelli

(*) Veneti nel mondo, 2011

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